MOZIONI PER LA PACE

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08 aprile 2024

VIDEO DELL'INCONTRO-DIALOGO con Manuela Dviri

link del video dell'incontro:
Ringraziamo Giovanni Leone che lo ha pubblicato su Ytali.com

https://ytali.com/2024/04/19/la-pace-si-puo-conversazione-video-con-manuela-dviri/

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*)  MANUELA DVIRI _Trasferitasi da Padova a Tel Aviv in Israele nel 1968, si è sposata con un israeliano. Si è laureata in letteratura inglese e francese all'Università Bar-Ilan e ha iniziato la carriera professionale come insegnante nelle scuole superiori e, più tardi, in un istituto per bambini mentalmente ritardati. In seguito ha lavorato all'Istituto di Scienze Weizmann nel campo delle relazioni internazionali. Il 26 febbraio 1998 il figlio Yonathan, che prestava servizio nell'esercito israeliano, fu ucciso durante un conflitto con Hezbollah. A lui Manuela Dviri ha dedicato l'opera teatrale Terra di latte e miele (shabbat), messa in scena da Ottavia Piccolo per la regia di Silvano Piccardi[1]. Oggi è giornalista e scrittrice e vive dividendosi tra Italia e Israele.

La guerra del Libano e la Campagna delle "Quattro Madri"

Mentre era ancora in corso il conflitto nel Libano, durante la settimana di lutto per la morte del figlio Yonathan (26 febbraio 1998), Manuela Dviri esprime il suo dissenso alla politica del governo e rilascia le prime dichiarazioni sulla inutilità e la stupidità di una guerra condotta fuori dai confini del paese pubblicando tre infuocate lettere di protesta indirizzate all'allora primo ministro Benjamin Netanyahu. Dopo pochi mesi lascia il lavoro all'Istituto di Scienze Weizmann per dedicarsi completamente alla sua personale campagna per la vita e contro la guerra, chiedendo pubblicamente il ritiro dell'esercito israeliano dal territorio libanese. La campagna, ricordata in Israele come quella delle “Quattro Madri”, comprende diverse azioni di protesta, compreso un sit-in di quindici giorni davanti alla Residenza del Presidente d'Israele Ezer Weizman. La campagna contro la guerra in Libano è coronata dal successo. Nel 1999 Ehud Barak, a capo dell'opposizione, dichiara che, se eletto, farà ritirare l'esercito israeliano dal Libano, cosa che avverrà l'anno seguente. Sono questi gli anni in cui diviene nota in Israele fino ad essere segnalata dal popolare quotidiano Yediot Aharonot come una delle 50 donne che hanno più influito nella storia dello Stato di Israele.

Attività giornalistica

A seguito dei fatti del Libano Manuela Dviri inizia una intensa attività di giornalista e scrittrice. Scrive per le testate israeliane MaarivYediot Aharonot e Haaretz. Nel 2000 pubblica (in ebraico) il libro di racconti Beizà shel shokolad (L'uovo di cioccolata) e racconti e poesie in varie raccolte. Nel 2001 inizia la sua collaborazione con il Corriere della Sera dove pubblica il "Diario da Tel Aviv" e nel 2004 con Vanity Fair con il quale pubblica interviste, storie, reportage da Israele e oltre[2]. Nel 2009 è una dei sessanta giornalisti italiani intervistati da Mariano Sabatini per la pubblicazione Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi.[3]

Da Vita nella terra di latte e miele a Un mondo senza noi

La sua attività nel campo teatrale inizia nel 2002, quando incontra Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi. Dietro loro richiesta scrive, in collaborazione con Silvano Piccardi, una pièce teatrale dal titolo Terra di latte e miele, in cui una donna ebrea israeliana dialoga e soffre con le sue amiche palestinesi e rievoca i fantasmi del suo passato. Terra di latte e miele viene prodotto dal 2003 al 2005 da La Contemporanea con l'interpretazione di Ottavia Piccolo con Enzo Curcuru e la regia di Silvano Piccardi, con successo di pubblico e critica. Nel 2004 è pubblicato Vita nella terra di latte e miele, un libro corale che raccoglie, oltre alla pièce teatrale, anche la sua testimonianza personale e quella dei suoi compagni di avventura, italiani e israeliani. Nel 2003 gli articoli del “Diario da Tel Aviv” del Corriere della Sera vengono raccolti nel libro La guerra negli occhi. Nel 2009 alcuni suoi testi sono inseriti nel documentario distribuito da RAI Trade Diari del Novecento. Dal 2013 al 2015 ha lavorato alla stesura del libro Un mondo senza noi, uscito in Italia il 13 gennaio 2015 per l'editrice Piemme con introduzione di Gad Lerner e riedito nel 2017 con Mondadori. Dopo una vasta ricerca tra gli archivi di famiglie ebraiche in Europa e in Israele, il volume racconta storie inedite e drammatiche di ebrei italiani negli anni della Shoa.[4]

"Saving Children" e le altre iniziative umanitarie

Il Centro Peres per la Pace a Jaffa (Tel Aviv), dove ha sede il progetto "Saving Children"

La sua attività per la pace, mai interrotta, comprende, dopo il ritiro dal Libano e l'inizio dell'Intifada, moltissime iniziative di collaborazione attiva e continua con i palestinesi. La creazione di vari progetti trasversali (israelo-palestinesi), dei quali il più importante è “Saving Children” un progetto che si occupa dei bambini palestinesi malati che non possono essere curati, per mancanza di fondi o strutture, dalla sanità palestinese. Iniziato nel novembre 2003, “Saving Children” è frutto della collaborazione con il "Centro Peres per la Pace" con organizzazioni mediche israeliane e palestinesi, pediatri israeliani e palestinesi e grazie ad un consistente aiuto finanziario italiano (proveniente in gran parte dalle regioni italiane[5]). Il progetto è riuscito a curare e ad operare fin ad ora 10000 bambini palestinesi, in quattro diversi ospedali israeliani[6]. Manuela Dviri è anche la promotrice di una linea di moda israelo/palestinese “Shalom Banot” (in ebraico) o “Salam Banat” (in arabo),cioè “Pace tra donne” in cui donne israeliane producono camicie in collaborazione con donne palestinesi che le ricamano. Le camicie sono state vendute in Israele, nei negozi del partner israeliano “Comme il faut”, con molto successo. L'8 giugno 2014 era parte della delegazione israeliana all'incontro di pace tenutosi in Vaticano tra Papa Francesco, il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli e i presidenti di Palestina e Israele Abu Mazen e Shimon Peres.

Le proteste contro il governo e il 7 ottobre 2023

Proseguendo la sua attività giornalistica e di pacifista, nel 2023 è iniziata la collaborazione con il settimanale Oggi per raccontare le proteste della popolazione israeliana contro il governo di Benjamin Netanyahu, manifestazioni cui ha preso parte attivamente.[7] Dopo il "sabato nero" del 7 ottobre 2023 e l'inizio del conflitto contro Hamas, gli interventi sui giornali e sulle televisioni italiane sono diventati quotidiani, per raccontare da Tel Aviv quanto stesse succedendo in Israele. "Diario da Tel Aviv" su Il Fatto Quotidiano [8]; interviste per L'Unità e per Il Corriere della Sera [9]; servizi su La 7[10]RAIPorta a PortaTG3.

 *) tratto da Wikipedia

29 marzo 2024

Incontro rete digiunatori per la pace



presenti: Rita Cucchi – Pisa, Agostino Rota – Pisa, Paola Calzoni – Foggia, Pietro Moretti – Alessandria, Carlo Giacomini – Venezia, Enza Paola Cela – Foggia, Gianni D’Elia – Torino, Antonio Dembech – Foggia, Sergio Serra – Spinea, Margherita Grigolato – Venezia, Chiara Salandin – Padova, Laura Rebesco – Venezia, Annamaria Pistoia – Foggia, Miriam – Foggia, Andrea Trentini – Rovereto, Valeria – Perugia, Franco Balzi – Santorso, Franca Marcomin – Venezia, Massimo Corezzola – Venezia, Paolo Lugnan – Noale, Tina – Torino, Sandra Andreolli - Mira 

Come movimenti erano presenti: Capitanati dell’Arca (Foggia, Perugia, Torino), inMARCIAperlaPACE (Venezia e Veneto), Movimento dei Focolari (Pisa), Centro Sereno Regis (Torino), Centro Pace (Rovereto), Associazione per la Pace e la Nonviolenza (Alessandria).

Prima dell’incontro ero stato chiamato da Mario Negrola, che mi ha raccontato l’esperienza del gruppo di Bergamo (Pacem in Terris) che ha visto la partecipazione di 15-20 persone. Hanno digiunato tutti i Venerdì di Quaresima. Le quote dei pasti non consumati sono state destinate al Movimento Nonviolento a supporto degli obiettori.  

La prima parte del nostro incontro l’abbiamo passata a conoscerci e a scambiarci informazioni. Le pratiche di digiuno sono diverse, prevalentemente a giornate, per lo più a casa ma alcuni hanno organizzato o organizzeranno anche incontri nella pubblica piazza. 
Solo come gruppo di Venezia abbiamo dei digiunatori lunghi (2 persone da 40 giorni ed 1 persona da 25).
Il gruppo di Foggia ha presentato l’iniziativa presso le scuole, questo ha prodotto il risultato, da parte dei ragazzi, di assumere la pratica del digiuno non dal cibo (essendo minorenni non sarebbe praticabile) ma dagli smartphone. Hanno deciso quindi di in un giorno di attivare una specie di occupazione del Liceo, in quel giorno lasceranno a casa gli smartphone e si confronteranno ed approfondiranno le situazioni conflitto. 
Tutti i gruppi raccolgono le quote di quanto non consumato e, a seconda dei progetti, hanno avuto destinazioni diverse (chiedo scusa se non riesco ad essere preciso su questo punto ma dagli appunti non riesco a ricostruire chiaramente, nel caso vi chiedo di integrare). 
I numeri dei digiunatori sono: 
25-30 Bergamo 
30 Pisa 
20 Foggia 
5 Alessandria 
100 Rovereto 
120 Digiuno per la Pace Venezia (20 da tutta Italia, 20 dal resto del Veneto, 80 da Venezia) Torino comincia questo venerdì e quindi ci sapranno dire. 

Nella discussione sono emerse varie proposte come finalizzare tutte le quote raccolte a sostegno degli obiettori quindi collegarsi alla campagna di “obiezione alla guerra” portata avanti dal movimento nonviolento, sollecitare i deputati ed i senatori a prendere posizione, promuovere mozioni presso gli enti locali, far emergere “io Digiuno per la Pace”.  
Ci siamo infine confrontati sulle possibili azioni comuni. Si è convenuto che rispetto ad una finalizzazione politica comune, con azioni condivise, oggi sia prematuro. Era importante conoscerci e scambiare le buone pratiche. 
Si è deciso che il coordinamento veneziano faccia anche da coordinatore a livello nazionale delle varie iniziative per cui il coordinamento veneziano mette a disposizione il proprio blog (https://digiunoperlapace.blogspot.com) creando una apposita sezione dove inserire le informazioni su tutti i gruppi. 
Si invitano quindi i vari gruppi di fornire una breve scheda di presentazione o un link al proprio sito (se c’è) in modo da dare valore ad una visione comune delle azioni. 
Si chiude l’incontro dandoci appuntamento per il 9 aprile sempre alle ore 20,30 In prossimità dell’incontro verrà inviato il link di collegamento.  
Mi pare di aver riportato i passaggi essenziali, se ho scritto qualcosa di impreciso o ho fatto delle dimenticanze vi chiedo di integrarlo. 
 
Saluti di Pace e Buona Pasqua a tutti 
 
Bernardino Mason 3286338340

25 marzo 2024

" neve'shalom il sogno e la sfida della convivenza che funziona da 40 anni"

 Mercoledì 27 marzo 2024


" neve'shalom  il sogno e la sfida della convivenza che funziona da 40 anni" 

Incontro con Laura Valentini di neve shalom Italia


Ore 18  Via Palladio 1 Marghera (parrocchia della Resurrezione)


Un incontro per conoscere una realtà che cerca di costruire convivenza. Ne conosceremo la storia, le grandi opportunità che sono nate da questo esempio di convivenza. 

Conosceremo i loro progetti, cercheremo di capire come vive una realtà del dialogo in un contesto così alto di conflittualità. Cercheremo di capire come, in un contesto come Israele oggi sia possibile parlare di Pace con i palestinesi.

Ricordiamo che ai progetti per Gaza di questa associazione abbiamo deciso di destinare la quota  che accantoniamo per i pasti non consumati.


03 marzo 2024

OPERAZIONE COLOMBA

OPERAZIONE COLOMBA
incontro con i volontari del Corpo non violento dell'Associazione Papa Giovanni XXIII presenti in Palestina nel 2023 fino al 7 ottobre

MERCOLEDÌ 6 MARZO
 ORE 19,00
Via Palladio 1 q.re Cita Marghera
- Parrocchia della Resurrezione, Sala S. Marco 1' piano

Presentazione e discussione di un efficace esperienza di interposizione nonviolenta per la protezione attiva di popolazioni oppresse minacciate di violenze



Per chi non potrà essere presente, questo il link di collegamento zoom
 

QUANDO LA CURIOSITÀ SI FA PECCATO BREVE STORIA DI UNA SOLIDARIETÀ E DI UNA INVASIONE ILLEGITTIMA Noi non finanziamo Hamas

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