MOZIONI PER LA PACE

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15 aprile 2024

MAI INDIFFERENTI - VOCI EBRAICHE PER LA PACE

MAI INDIFFERENTI. VOCI EBRAICHE PER LA PACE

Per aprire un dialogo di pace costruendo ponti

Domenica 14 aprile i promotori dell'appello MAI INDIFFERENTI. VOCIEBRAICHE PER LA PACE, si sono incontrati, pubblichiamo il video dell'incontro

Clicca sull'immagine sul link qui sotto



MAI INDIFFERENTI. VOCI EBRAICHE PER LA PACE

 

Siamo un gruppo di ebree ed ebrei italiani che, dopo la ricorrenza del Giorno della Memoria e nel vivere il tempo della guerra in Medio Oriente, si sono riuniti e hanno condiviso diversi sentimenti: angoscia, disagio, disperazione, senso d’isolamento.

Il 7 ottobre, non solo gli israeliani ma anche noi che viviamo qui siamo stati scioccati dall’attacco terroristico di Hamas e abbiamo provato dolore, rabbia e sconcerto.

E la risposta del governo israeliano ci ha sconvolti: Netanyahu, pur di restare al potere, ha iniziato un’azione militare che ha già ucciso oltre 28.000 palestinesi e molti soldati israeliani, mentre a tutt’oggi non ha un piano per uscire dalla guerra e la sorte della maggior parte degli ostaggi è ancora incerta.

Purtroppo sembra che una parte della popolazione israeliana e molti ebrei della diaspora non riescano a cogliere la drammaticità del presente e le sue conseguenze per il futuro.

I massacri di civili perpetrati a Gaza dall’esercito israeliano sono sicuramente crimini di guerra: sono inaccettabili e ci fanno inorridire. Si può ragionare per ore sul significato della parola “genocidio”, ma non sembra che questo dibattito serva a interrompere il massacro in corso e la sofferenza di tutte le vittime, compresi gli ostaggi e le loro famiglie.

Molti di noi hanno avuto modo di ascoltare voci critiche e allarmate provenienti da Israele : ci dicono che il paese è attraversato da una sorta di guerra tra tribù – ebrei ultraortodossi, laici, coloni – in cui ognuno tira l’acqua al proprio mulino senza nessuna idea di progetto condiviso.

Quello che succede in Israele ci riguarda personalmente: per la presenza di parenti o amici, per il significato storico dello Stato di Israele nato dopo la Shoah, per tante altre ragioni. Per questo non vogliamo restare in silenzio.

Abbiamo provato forte difficoltà di fronte all’appena trascorso Giorno della memoria: non possiamo condividere la modalità con cui lo si vive se lo si riduce a una celebrazione rituale e vuota. Riconoscendo l’unicità della Shoah, consideriamo importante restituire al 27 gennaio il senso e il significato con cui era stato istituito nel 2000, vale a dire un giorno dedicato all’opportunità e all’importanza di riflettere su ciò che è stato e che quindi non dovrebbe più ripetersi, non solo nei confronti del popolo ebraico.

Il 27 gennaio 2024 è stato una scadenza particolarmente difficile e dolorosa da affrontare: a cosa serve oggi la memoria se non aiuta a fermare la produzione di morte a Gaza e in Cisgiordania? Se e quando alimenta una narrazione vittimistica che serve a legittimare e normalizzare crimini?

Siamo ben consapevoli che esiste un antisemitismo non elaborato nel nostro paese e nel mondo, ne sentiamo l’atmosfera e l’odore in questi mesi soprattutto dal 7 ottobre, quando abbiamo visto incrinarsi i rapporti, anche personali, con parte della sinistra. Ma ci sembra urgente spezzare un circolo vizioso: aver subito un genocidio non fornisce nessun vaccino capace di renderci esenti da sentimenti d’indifferenza verso il dolore degli altri, di disumanizzazione e violenza sui più deboli.

Per combattere l’odio antiebraico crescente in questo preciso momento, pensiamo che l’unica possibilità sia provare a interrogarci nel profondo per aprire un dialogo di pace costruendo ponti anche tra posizioni che sembrano distanti.

Non siamo d’accordo con le indicazioni che l’Unione delle Comunità ebraiche italiane ha diffuso per la giornata del 27 gennaio, in cui viene sottolineato come ogni critica alle politiche di Israele ricada sotto la definizione di antisemitismo. Sappiamo bene che cosa sia l’antisemitismo e non ne tolleriamo l’uso strumentale. Vogliamo preservare il nostro essere umani e l’universalismo che convive con il nostro essere ebree ed ebrei.

In questo momento, quando tutto è difficile, stiamo vicino a chi soffre provando a pensare e sentire insieme.     

                                                                                                                                                                Fabrizio Albert, Rachele Alberti, Marina Ascoli, Massimo Attias, David Calef, Valeria Camerino,Giorgio Canarutto, Lucio Damascelli, Beppe Damascelli, Enrico De Vito, Annapaola Formiggini, Saby Fresko, Paola Fermo Fresko, Bice Fubini, Nicoletta Gandus, Adriana Giussani, Bella Gubbay, Joan Haim, Cecilia Herskovitz, Francesca Incardona, Stefano Levi Della Torre, Annie Lerner, Gad Lerner, Stefano Liebman, Samuele Menasce, Bruno Montesano, Guido Ortona, Bice Parodi, Laura Pesaro, Simone Rossi del Monte, Renata Sarfati, Stefano Sarfati, Eva Schwarzwald, Gavriel Segre, Simona Sermoneta, Shmuel Sermoneta Gertel, Susanna Sinigaglia, Sergio Sinigaglia, Stefania Sinigaglia, Deborah Taub, Jardena Tedeschi, Mario Tedeschi, Massimo Gentili Tedeschi, Sara Tedeschi Falco, Fabrizia Termini, Alessandro Treves, Claudio Treves, Roberto Veneziani, Serena Veneziani, Marco Weiss.

 

Hanno aderito:

Gabriele Aronov, Nicoletta Nechama Alberio, Antonella Caterina Attardo, Irene Agovino, Ugo Ascoli, Sabrina Angelini, Silvia Alessandri, Maria Alampi, Giuseppe Amato, Angiolina Arru, Elena Alberti, Serenella Angeloni, Stefania Albis, Silvana Appiano, Emilia Abelli, Pia Avolio De Martino, Emmanuele Allamani, Donatella Arcuri, Mietta Albertini, Maria Fausta Adriani, Paola Azzali, Lucia Andriolo Stag, Edith Bruck, Liliana Baldo, Daniele Baldo, Leda Bubola, Roberta Bartoletti, Grazia-Borrini-Feyerabend, Saverio Benedetti, Patrizia Bortolini, Claudia Beltramo Ceppi Zevi, Franco Bernardi, Giorgio Basevi, Laura Bigiarelli, Angela Bresciani, Anthony Gad Bigio, Manuela Bocchino, Loretta Bondì, Ugo Brunoni, Sandro Baldi, Elena Baldi, Danilo Barbieri, Marina Benveniste, Monica Balaudo, Maddalena Basevi, Gianfranco Bottoni, Piero Budinich, , Cristina Bettini, Piera Egidia Bouchard, Bruno Bastogi, Daniele Benaroio, Benedetta Basevi, Renato Benusiglio, Pierluigi Ballardini, Marina Beer, Roberto Battistini, Gisella Barroero, Emilio Battisti, Sara Bellettato, Laura Bosio, Stefano Bartolini, Graziano Borniotto, Edoardo Boni, Elisabetta Beria, Anna Canarutto, Paola Cavallari, Maria Teresa Callegari, Luca Colaiacomo, Andrea Corbella, Francesca Ceccherini Silberstein, Marzia Cattaneo, Tiziano Carradori, Paola Colombino, Fiorenza Cavicchioli, Rita Beatrice Cauli, Francesca Castelli, Giuseppe Ciaurro, Elide Chiampi, Alberto Caratelli, Antonella Cochi, Marta Chiesi, Paola Canarutto, Mariarosa Caldara, Cinzia Cardillo, Danilo Costantini, Miriam Camerini, Carlo Caponi, Maia Cornacchia, Giuliana Cuneaz, Danilo Costantini, Pietro Coerezza, Susanna Carbone, Luisa Cetti, Tiziana Coda, Adele Cocitto, Renata Colorni, Monica Campioli, Abertina Cuppini, Chiara Ciarlini, Anita Chieppa, Maria Rosa Caviglioni, Roberto Cavallini, Alessandra Cerchiai, Leonardo Coen, Stefano Coen, Luigi Capogrossicolognesi, Leandro Colli, Daniela Carbone, Isabella Colonnello, Vincenzo Cadoni, Dino Compagni, Tiziano Carradori, Maddalena Cavadini, Guido Celentano, Luca Cauda, Ludovico Cazzola Hofmann, Annina Chiarloni, Emanuele Coen, Anna Carpi De Resmini, Enrica Domeneghetti, Eleonora Dicati, Gianfranco De Nisi, Cecilia Del Fa, Isabelle Dehais, Giannino Di Tommaso, Donatella Di Cesare, Marco Di Castro, Luciana Di Battista, Claudia Della Seta, Dario Di Nepi, Brunella Di Simone, Giovanni D’Elia, Antonella D’Arma, Elettra de Salvo, Luciana De Georgio, Tommaso D’Alessio, Lodovica Danieli, Angelica Di Monte, Karin Dorrell, Grazia de Benedetti, Iris Deutch, Lello Dell’Angelo, Mario De Marchi, Angelica De Vito, Anna Grazia Del Monte, Maria De Giglio. Vittorio Epifani, Marina Ergas, Cecilia Edelstein, Federico Fubini, Anna Fagnoni, Simona Forti, Andrea Fubini, Alessandra Elda Falcone, Susanna Fresko, Francesca Romana Fiore, Alberto Fiz, Enrico Franco, Ida Finzi, Andrea Fioroni, Simonetta Focardi, Bruna Fortunato, Luca Fè d’Ostiani, Maria Mariannina Failla, Luciano Ferrara, Miresi Fissore, Mariavittoria Frigero, Donata Farneti, Lorenzo Feltrin, Giuliano Faccani, Orietta Ferrari, Alberto Fubini, Franca Fubini, Carla Forti, Cinzia Fogli, Maria Teresa Finzi Romagnoli, Lucia Fagnoni, Bice Fubini, Assunta Ferrari, Claudia Ferrandes, Francesca Fubini, Silvano Fuà, Roberta Foresta, Michele Frova, David Oscar Fischer, Ana Fitzpatrick, Carlo Fei, Giuseppe Falabella, Aldo Fera, Carlo Ginzburg, Ivano Gamelli , Bianca Maria Gabrielli, Gianni Gregoris, Giuseppe Gibin, Patrizia Gernini, Anna Gaiba, Liliana Gandus, Silvia Godelli, Sylvie Galante, Gabriella Guerci, Lorenzo Gobbi, Elena Gaetti, Carmela Giametta, Maria Rita Grazioso, Franco Maria Giovannini, Nella Guasco, Simonetta Gottlieb, Roberto Gulli, Paola Ghisotti Azzali, Marta Gaia, Stefano Gandolfi, Veronica Gandolfi, Jolanda Gigli, Paola Golzi, Franco Ghidini, Maria Geramb, Lia Gallichi, Fabia Garatti, David Gentili, Mauro Gentili, Vittorio Gambinotti, Giuseppe Girgenti, Jane Hughes, Maria Elisa Heusch, Dalbert Hallenstein, Simonetta Heger, Henri Gabriel Haim, Sveva Haertter, Roberta Ioli, Micol Incardona, Patrizio Innamorati, Franco Isman, Pietro Jona, Emilio Joma, Paolo Jedlowsky, Stefania Jaher, Alberto Jona, Meyer Journo, Giovanni Jona-Lasinio, Giovanni Leone, Fabrizio La Rosa, Nathan Levi, Paola Leoni , Giovanna Liotta, Andrea Lombardi, Franco Lattes, Lucetta Levi Momigliano, Bianca La Monica, Giovanni Levi , Estella Luzzati, Sonia Lenti, Donatella Lupo, Roberto Luzzati, Giorgio Levi, Liisa Liimatainen, Danielle Levy, Maria Antonietta Lusi, Maurizio Lichtner, Clelia Lorrai, Fernanda Lupinacci, Sergio Lattes, Israel Rodolfo Lichtner, Marijke Languasco Noevers, Mirella Muia, Manlio Massa, Flavio Massa, Giorgio Mieli, Piergiorgio Minazzi, Liliana Madeo, Paolo Mascilli, Magda Mercatali, Pierpaolo Mastroiacovo, Elena Maria Milazzo Covini, Luigi Mancuso, Josette Molco, Piero Morpurgo, Ludovica Muntoni, Chiara Milano, Gaddo Morpurgo, Gabriele Modigliani, Sara Modigliani, Francesco Muscolino, Anna Masturzo, Antonio Manca Graziadei, Domenico Mangiola, Beppe Manni, Veronica Menghi, Alessandra Mondello, Maria Barbara Massimilla, Giovanna Majno, Luigi Mastaglia, Gabriella Monti, Celine Menghi, Claudia Martini, Fabio Mencarelli, Sante Mozzato, Mario Manzon, Francesco Masut, Lucia Martegi, Sergio Mangiapane, Maria Antonietta Macciocu, Michela Mannucci, Claudia Molducci, Ester Rita Modena, Lucia Mazzer, Amelia Massetti, Maria Grazia Mele, Oreste Magni, Maria Rosaria Mariano, Maria Pia May, Franco Meloni, Giacomo Meloni, Claudio Melis, Giorgio Mosci, Franco Nanni, Piero Nissim, Simona Nissim, Gino Nardini, Dario Nistri, Alessandro Natalini, Norma Naim, Nicoletta Nechama Alberio, Gianni Oropallo, Giacomo Ortona, Sergio Ottolenghi, Laura Ottolenghi, Laura Onesti, Teresa Ossella, Daniela Ottolenghi, Laura Ottolina, Ferruccio Osimo, Mariateresa Ottavio, Antonio Prete, Dima Platz-Fontanive, Tamar Pitch, Paola Pasqua Di Bisceglie, Piero Pelù, Francesca Preziosi, Andrea Pedol, Giulia Pisciarelli, Isabella Pancheri, Andrea Parrino, Domenico Pazzini, Tecla Pizzino, Angelo Claudio Palozzo, Daniela Panzieri, Marina Piazza, Margherita Pascucci, Stefania Portaccio, Marcella Pepe, Laura Palini, Anna Maria Piussi, Simonetta Polacco, Ester Pinton, Paolo Pini, Claudia Paganelli, Rosangela Pesenti, Rossella Perugi, Andrea Proto Pisani, Laura Politi Tarantelli, Simona Podestà, Roberta Persieri, Marco Pierro, Francesca Pennisi, Paola Pecco, Barbara Pagnin, Carlo Pietra, Elisabetta Pellarin, Aldo Papaleo, Stefano Poli, Gabriella Puppo, Serena Pinto Rordorf, Barbara Penzo, Domenico Pizzini, Angelo Pirastru, Paola Parolari, Rosalia Provenzano, Luciana Paperetti, Fabio Pinzi, Gisella Pizzoli, Luciano Pulcrano, Fulvia Premoli, Catia Palladino, Maria Pia Quagliozzi, Lucilla Rava’, Orietta Rossipinelli , Emily Sue Rosner, Daniela Radaelli, Riccardo Rosetti, Francesca Rambaldi, Luciana Rebecchi, Patrizia Rigoni, Gigliola Rovasino, Roberto Ricci, Maria Carla Romiti, Chiara Rossi, Massimiliano Righi, Marina Romani, Ariela Riva, Patrizia Rigoldi , Laura Rigo, Giuseppe Reitano, Fabrizio Repetto, Cristina Rossi, Augusto Rossari, Francesca Rossi, Carmela Rescina, Jennifer Rowley, Guido Rigatti, Gavriel Segre, Roberto Saviano, Marzia Santori, Margherita Sestieri, Daniele Santini, Gioconda Spinelli, Elena Spinelli, Marco Solari, Alessandro Senaldi, Stefano Sotgia, Silvia Staudacher, Liana Spalletti, Lucia Andriolo Stagno, Nerina Scopinaro, Emanuela Sestieri, Scilla Sonnino, Emilio Sacerdoti, Renato Scuffietti, Renata Spiezio, Daniela Scotto di Fasano, Sandra Saviolo, Paolo Samoggia, Italo Spinelli, Diego Sabbi, Ivana Staudacher, Marta Sereni, Catia Sonetti, Aldo Sachero, Donato Speroni, Mario Somà, Alessandro Sechi, Claudia Scott, Fausto Sacerdote, Sara Scalia, Alessandro Soria, Mila Spicola, Loredana Soderini, Stefano Salmi Sandri, Giovanni Scalabrini, Giulio Sani, Marc Silver, Daniele Speciale, Paola Scarpa, Luigi Savoia, Paul Sears, Andreas Steiner, Eleonora Stillitani, Waltraud Sattler, Michele Sacerdoti, Massimiliano Salvini, Virginia Tommasone, Giovanna Tornello, Livia Tagliacozzo, Antonio Tagliacozzo, Michele Tosco, Roberta Tazzioli, Arturo Tagliacozzo, Elena Tredici, Lorenza Torri, Marina Trad, Andrea Tabarroni, Angela Terenzio, Silvia Tagliacozzo Balit, Annantonia Turturro, Livio Tenca, Davide Terracini, Daniele Tagliacozzo, Antonio Tagliaferri, Gianna Terni, Susanna Tagliacozzo, Giulia Trio, Massimo Turchetta, Simona Toscano, Costantino Trapani, Claudio Tosi, Gianna Unzio, Maria Ulisciani, Amabile Villa , Rosalba Volpi, Giancarla Venturelli, Aldo Villagrossi Crotti, Franco Voghera, Sandro Ventura, Daniele Varsano, Antonio Vannugli, Silvio Wolf, Elisabeth Vassay, Mariel Vespa, Adriana Valabrega, Enrica Valabrega, Maco Vignati, Fabrizio Valbonesi, Giuseppe Vulcano, Micael Zeller, Claudia Zaccai, Francesca Zampieri, Dario Zanasi, Susy Zanardo, Luigi Zuppardi, Pietro Ioly Zoratti, Flavia Zucco, Savina Zanardo, Davide Filippo Zevi,Claudio Zucchetti

 

Per ulteriori adesioni 

maiindifferenti6@gmail.co


25 marzo 2024

UN MESE DAL GESTO ESTREMO DI AARON

25 febbraio 2024 - 25 marzo 2024

È passato un mese dal gesto estremo di Aaron Bushnell il giovane soldato statunitense che si è dato fuoco davanti all'ambasciata israeliana al grido di Free Palestine. 



E' seguito un silenzio imbarazzante della stampa americana e mondiale sul gesto che va oltre alla paura di emulazione ma che ha anche altri significati molto meno nobili.

Il suo gesto per come è stato eseguito e per la lucidità delle sue ultime grida di dolore, non si prestava a nessun fraintendimento e quindi andava subito censurato.

All'indomani del fatto, in questo BLOG,  abbiamo pubblicato due post, anche se come pacifisti non violenti non condividiamo questo gesto che include una violenza, anche s e rivolta contro se stesso.

La nostra pratica di protesta e di opposizione alla guerra e alla violenza è finalizzata e è improntata su una visione diversa dei modi e dei gesti per raggiungere degli obiettivi, basati sempre e solo sul principio di rispetto della vita degli altri ma anche soprattutto della propria. 

Oggi ad un mese dalla sua scomparsa vogliamo ricordarlo perché il messaggio che ha inutilmente gridato, voleva scuotere le coscienze opponendosi al massacro in Palestina.

Invece, come stiamo vericando anche per la pratica del digiuno per la pace, si innesca un meccanismo di rimozione e tutto viene coperto ignobilmente dal silenzio.


Alleghiamo i due link che rimandano ai post di febbraio del nostro blog e altri link suggeriti ieri nell'incontro di ieri pomeriggio via web "una tisana di pace" con Carlo, Bernardino e Giovanni.

Per chi volesse approfondire:

https://digiunoperlapace.blogspot.com/2024/02/aron-bushnell-un-giovane-soldato.html?m=1

https://digiunoperlapace.blogspot.com/2024/03/ulteriori-informazioni-su-aroon-bushnell.html

https://ytali.com/2024/02/26/il-sacrificio-di-aaron-come-ai-tempi-del-vietnam/

https://theintercept.com/2024/03/21/anti-war-veterans-aaron-bushnell-gaza/



18 marzo 2024

LA STORIA RICORDERA' ...... di Susan Abulhawa

(fonte InvictaPalestina)

La storia ricorderà che Israele ha commesso un olocausto

6 MARZO 2024                                                  di Susan Abulhawa *  

Susan Abulhawa


   





In questo momento a Gaza e in Palestina sono le 20:00: è la fine del mio quarto giorno a Rafah e il primo momento in cui ho    potuto sedermi in un posto tranquillo per riflettere.  

Ho provato a prendere appunti, foto, immagini mentali, ma questo è un momento troppo grande per un taccuino o per la mia memoria in difficoltà. Niente mi aveva preparato a ciò a cui  avrei assistito.    

Prima di attraversare il confine tra Rafah e l’Egitto ho letto tutte le  notizie provenienti da Gaza o su Gaza. Non ho distolto lo sguardo da nessun video o immagine inviata dal territorio, per quanto fosse raccapricciante, scioccante o traumatizzante.  

Sono rimasta in contatto con amici che hanno riferito della loro situazione nel nord, nel centro e nel sud di Gaza – ciascuna area soffre in modi diversi. Sono rimasta aggiornata sulle ultime statistiche, sulle ultime mosse politiche, militari ed economiche di Israele, degli Stati Uniti e del resto del mondo.  

Pensavo di aver capito la situazione sul campo. Ma non è così.

Niente può veramente prepararti a questa distopia. Ciò che raggiunge il resto del mondo è una frazione di ciò che ho visto finora, che è solo una frazione della totalità di questo orrore.  

Gaza è un inferno. È un inferno brulicante di innocenti che boccheggiano in cerca di aria.

Ma qui anche l’aria è bruciata. Ogni respiro irrita la gola e i polmoni e vi si attacca.

Ciò che una volta era vibrante, colorato, pieno di bellezza, possibilità e speranza contro ogni aspettativa, è avvolto da un grigiore di sofferenza e sporcizia. 

Quasi nessun albero  

Giornalisti e politici la chiamano guerra. Gli informati e gli onesti lo chiamano genocidio.

Quello che io vedo è un olocausto, l’incomprensibile culmine di 75 anni di impunità israeliana per i ripetuti crimini di guerra.  

Rafah è la parte più meridionale di Gaza, dove Israele ha stipato 1,4 milioni di persone in uno spazio grande quanto l’aeroporto di Heathrow a Londra.

Scarseggiano acqua, cibo, elettricità, carburante e provviste. I bambini sono privati della scuola: le loro aule sono state trasformate in rifugi di fortuna per decine di migliaia di famiglie.

Quasi ogni centimetro dello spazio precedentemente vuoto è ora occupato da una fragile tenda che ospita una famiglia.  

Non è rimasto quasi nessun albero poiché le persone sono state costrette ad abbatterli per produrre legna da ardere.

Non ho notato l’assenza di verde finché non mi sono imbattuta in una bouganville rossa. I suoi fiori erano polverosi e soli in un mondo deflorato, ma ancora vivi.

La discrepanza mi ha colpito e ho fermato l’auto per fotografarla.  

Ora cerco il verde e fiori ovunque vada, finora nelle zone meridionali e centrali (anche se nel centro è diventato sempre più difficile entrare). Ma ci sono solo piccole macchie d’erba qua e là e qualche albero occasionale che aspetta di essere bruciato per cuocere il pane per una famiglia che sopravvive con le razioni ONU di fagioli in scatola, carne in scatola e formaggio in scatola.  

Un popolo orgoglioso con ricche tradizioni e consuetudini culinarie a base di alimenti freschi è stato ridotto e abituato a una manciata di impasti e poltiglie rimaste sugli scaffali per così tanto tempo che può essere avvertito solo il sapore metallico e rancido delle lattine. Al nord è peggio. 

Il mio amico Ahmad (non è il suo vero nome) è una delle poche persone che hanno Internet. Il segnale è sporadico e debole, ma possiamo ancora scambiarci messaggi.  

Mi ha inviato una sua foto in cui sembrava l’ombra del giovane che conoscevo. Ha perso più di 25 kg.  Inizialmente le persone si sono ridotte a nutrirsi di mangime per cavalli e asini, ma è finito. Ora stanno mangiando gli asini e i cavalli.

Alcuni mangiano cani e gatti randagi che a loro volta stanno morendo di fame e talvolta si nutrono dei resti umani che ricoprono le strade, dove i cecchini israeliani hanno preso di mira le persone che hanno osato avventurarsi nel campo visivo dei loro mirini. I vecchi e i più deboli sono già morti di fame e di sete.  

La farina è scarsa e più preziosa dell’oro 

Ho sentito la storia di un uomo nel nord che di recente è riuscito a mettere le mani su un sacco di farina (che normalmente costava 7 euro) e gli sono stati offerti gioielli, dispositivi elettronici e contanti per un valore di 2.300 euro. Ha rifiutato.

Sentirsi impotente 

A Rafah le persone si sentono privilegiate nel ricevere farina e riso. Te lo diranno e ti sentirai umiliato perché si offrono di condividere quel poco che hanno. E ti vergognerai perché sai che puoi lasciare Gaza e mangiare quello che vuoi. Ti sentirai piccolo qui perché non sei in grado di fare davvero nulla per placare il bisogno e la perdita catastrofici e perché capirai che loro sono migliori di te, poiché in qualche modo sono rimasti generosi e ospitali in un mondo che è stato tanto e per così tanto tempo ingeneroso e inospitale nei loro confronti.

Ho portato tutto quello che potevo, pagando il bagaglio extra e il peso di sei bagagli e aggiungendone altri 12 in Egitto. Per me ho portato quello che stava nello zaino.  

Ho avuto la lungimiranza di portare cinque grandi sacchi di caffè, che si è rivelato essere il regalo più apprezzato dai miei amici qui. Preparare e servire il caffè ai colleghi di lavoro del luogo in cui mi trovo è la cosa che preferisco fare, per la gioia assoluta che ogni sorso sembra portare.  Ma anche quello presto finirà.  

Difficile respirare

Ho assunto un autista per trasferire sette pesanti valigie di rifornimenti a Nuseirat [campo profughi al centro della Striscia, ndt.], e lui le ha trasportate giù per alcune rampe di scale. Mi ha detto che portare quelle borse lo faceva sentire di nuovo umano perché era la prima volta in quattro mesi che andava su e giù per le scale.

Gli ha ricordato di quando viveva in una casa invece che nella tenda dove ora abita. 

È difficile respirare qui, letteralmente e metaforicamente. Una foschia immobile di polvere, degrado e disperazione intride l’aria. La distruzione è così massiccia e persistente che le particelle sottili della vita polverizzata non hanno il tempo di depositarsi. La mancanza di benzina ha portato le persone a riempire le loro auto di stearato, olio esausto che ha una combustione sporca. 

Emette un odore particolarmente sgradevole e una pellicola che si attacca all’aria, ai capelli, ai vestiti, alla gola e ai polmoni. Mi ci è voluto un po’ per capire la fonte di quell’odore pervasivo, ma è facile riconoscere gli altri.  La scarsità di acqua corrente o pulita compromette l’igiene di chiunque di noi. Tutti fanno del loro meglio nella cura di sé stessi e dei propri figli, ma a un certo punto smetti di farci caso. 

Ad un certo punto l’umiliazione della sporcizia è inevitabile. Ad un certo punto aspetti semplicemente la morte, proprio come aspetti anche un cessate il fuoco. Ma la gente non sa cosa farà dopo il cessate il fuoco.

Hanno visto le foto dei loro quartieri. Quando vengono pubblicate nuove immagini provenienti dall’area settentrionale le persone si ritrovano insieme per cercare di capire di quale quartiere si tratti, o da chi fosse la casa ridotta in quel cumulo di macerie. Spesso questi video provengono da soldati israeliani che occupano o fanno saltare in aria le loro case.  

Cancellazione 

Ho parlato con molti sopravvissuti estratti dalle macerie delle loro case. Raccontano quello che è successo con espressione impassibile, come se non fosse capitato a loro; come se sia stata sepolta viva la famiglia di qualcun altro; come se i loro corpi straziati appartenessero ad altri.

Gli psicologi dicono che si tratta di un meccanismo di difesa, una sorta di intorpidimento della mente finalizzato alla sopravvivenza. La resa dei conti arriverà più tardi, se sopravvivranno. 

Ma come si può affrontare la perdita dell’intera famiglia, mentre si osservano i corpi disintegrarsi tra le macerie e si avverte l’odore, mentre si attende il salvataggio o la morte? Come si fa a considerare la cancellazione totale della propria esistenza nel mondo: la casa, la famiglia, gli amici, la salute, l’intero quartiere e il paese?  

Nessuna foto della tua famiglia, del tuo matrimonio, dei tuoi figli, dei tuoi genitori; anche le tombe dei tuoi cari e dei tuoi antenati sono state rase al suolo. Tutto questo mentre le forze e le voci più potenti ti diffamano e ti incolpano per il tuo miserabile destino.

Il genocidio non è solo un omicidio di massa. È una cancellazione intenzionale. Di storie. Di ricordi, libri e cultura. Cancellazione delle risorse di una terra.

Cancellazione della speranza in e per un luogo. Cancellazione come impulso alla distruzione di case, scuole, luoghi di culto, ospedali, biblioteche, centri culturali, centri ricreativi e università.  

Il genocidio è la demolizione intenzionale dell’umanità di un altro. È la riduzione di un’antica società orgogliosa, istruita e ben funzionante a oggetti di carità privi di mezzi, costretti a mangiare l’indicibile per sopravvivere; vivere nella sporcizia e nella malattia senza nulla in cui sperare se non la fine delle bombe e dei proiettili che piovono sui loro corpi, sulle loro vite, sulle loro storie e sul loro futuro.  Nessuno può pensare o sperare in ciò che potrebbe accadere dopo un cessate il fuoco. Il massimo possibile delle loro speranze, in questo momento, è che i bombardamenti cessino.  

È il minimo che si può chiedere. Un minimo riconoscimento dell’umanità dei palestinesi.  

Nonostante Israele abbia tagliato l’energia e Internet i palestinesi sono riusciti a trasmettere in streaming l’immagine del loro stesso genocidio a un mondo che permette che questo vada avanti.  Ma la storia non mentirà. Ricorderà che nel 21° secolo Israele ha perpetrato un olocausto.

(**. Scrittrice palestinese -americana nata in Kuwait , attivista per i diritti umani e sostenitrice dei diritti degli animali. È autrice di numerosi libri e fondatrice di un'organizzazione non governativa, Playgrounds for Palestine. Vive in Pennsylvania . - Palestinian-American writer and human rights activist. She is the author of several books, and the founder of a non-governmental organization, Playgrounds for Palestine.)


nota di redazione 

Gli articoli che pubblichiamo non sempre rispecchiano il punto di vista del nostro gruppo di lavoro. Siamo convinti che approfondimenti anche con opinioni diverse dalle nostre, possano aiutare a comprendere meglio le questioni che cerchiamo di portare all'attenzione e siano contributi per una discussione aperta al massimo.

08 marzo 2024

8 MARZO - GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA -



Le attiviste di Non Una di Meno invitano allo sciopero nella giornata internazionale della donna esprimendo oltre agli altri contenuti del loro impegno sociale, anche un netto rifiuto all'occupazione coloniale della Palestina da parte di Israele, esprimendo solidarietà a coloro che in Israele si oppongono alla continuazione del genocidio disertando e manifestando. 
Lasciamo a voi la lettura dell'appello di Non Una di Meno riportato qui sotto, ed eventualmente a visitare la pagina facebook .

(a piè di pagina, se volete, potrete trovare un post che riprende una dichiarazione della Comunità ebraica italiana,  di Huffingtonpost.it che parla di esclusione delle israeliana dal corteo.... che non ho ritrovato peraltro nell'appello... ma che per completezza di informazione abbiamo riportato)
inoltre
(sempre a piè di pagina un post di "Servizio pubblico" dove si parla di richiesta del Sud Africa alla Corte internazionale di giustizia di ulteriori misure contro Israele)

03 marzo 2024

ANTONIO GUITERRES CONDANNA LA STRAGE DI GAZA - APPELLO PER UN CESSATE IL FUOCO - UNRWA GUITERRES SI RIVOLGE AGLI STATI MEMBRI DELL'ONU

01/03/2024 

CONDANNA DELLA STRAGE 

ll segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, "condanna" la strage a Gaza in cui sono state uccise oltre 100 persone mentre erano in fila per gli aiuti, e ribadisce il suo "appello per un cessate il fuoco umanitario immediato e il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi".

Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro.

Guterres chiede ancora una volta "misure urgenti affinché gli aiuti umanitari possano arrivare dentro e attraverso Gaza a tutti coloro che ne hanno bisogno". Il segretario generale è "sconvolto dal tragico bilancio umano del conflitto a Gaza".

(tratto da Agenzia ANSA)

Antonio Guiterres Segretario Generale dell'ONU

L'UNRWA (Agenzia per i rifugiati palestinesi dell'ONU) E' LA SPINA DORSALE DI TUTTA LA RISPOSTA UMANITARIA A GAZA.

"L'Unrwa, l'agenzia per i rifugiati palestinesi dell’ONU è la spina dorsale di tutta la risposta umanitaria a Gaza. Faccio appello agli stati membri affinché garantiscano la continuità del suo lavoro" lo ha detto il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, parlando nella Riunione di Apertura del 2024 del Comitato delle Nazioni Unite per l'Esercizio dei Diritti Inalienabili del Popolo Palestinese.

Guteres ha sottolineato che  la morte, la distruzione, lo sfollamento, la fame e la perdita affrontati negli ultimi 120 giorni a Gaza sono una 'macchia nella coscienza e nella solidarietà umana'. "Sono sconvolto di fronte agli incessanti attacchi militari che causano la morte e il ferimento di civili e del personale sotto protezione, distruggendo le infrastrutture civili" ha affermato.

"Nessuna delle parti coinvolte nel conflitto è al di sopra del diritto internazionale. Si devono sempre rispettare i principi del diritto internazionale umanitario, inclusi quelli di distinzione, proporzionalità e prevenzione degli attacchi. Inoltre, è obbligatorio conformarsi alle decisioni vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia".

"Ieri ho incontrato i donatori per ascoltare le loro preoccupazioni e per delineare i passi che stiamo adottando per affrontarle e ho sottolineato l'importanza di continuare il lavoro vitale di Unrwa per soddisfare i disperati bisogni dei civili a Gaza e garantire la continuità dei servizi ai rifugiati palestinesi nella Cisgiordania occupata, in Giordania, Libano e Siria. "L'Unrwa è la spina dorsale di tutta la risposta umanitaria a Gaza  e faccio appello agli stati membri affinché garantiscano la continuità del suo lavoro" ha precisato il segretario generale.

(tratto da TRT.net)




01 marzo 2024

ULTERIORI INFORMAZIONI SU AROON BUSHNELL


Ringrazio Roberta per questo ulteriore approfondimento sulla storia di Aroon Bushnell. Penso, pur sapendo poco, cercare di continuare a dare memoria a questo ragazzo che ha scelto un gesto estremo per manifestare tutta la sua sofferenza per quanto in corso a Gaza e per non sentirsi complice.

ULTERIORI INFORMAZIONI SU AROON BUSHNELL 

Dunque ogni sera io seguo un canale americano non allineato, Democrazia Adesso,  lo guardo in YouTube e ieri, visto che avevamo parlato del ragazzo che si è immolato, l'avevo messo nel gruppo perché mi sembrava interessante. Ti riassumo un po' quello che hanno detto in inglese, è stato intervistato un suo grande amico che è obiettore di coscienza, Levi Pierpont, il quale ha detto che il ragazzo era totalmente sano di mente, che non aveva alcuna idea di suicidarsi, che il suo è stato un gesto dettato da un profondissimo senso di giustizia, ha parlato dei movimenti di giustizia sociale di cui facevano parte entrambi e ha detto che Aaron ha lavorato molto  come volontario con i senzatetto,  che da parecchio tempo si chiedeva che cosa poteva fare contro l'uccisione di innocenti e contro la complicità del governo degli Stati Uniti,  avrebbe terminato il servizio militare a fine maggio e il suo progetto era di diventare un ingegnere di software. l'amico che si chiama, Levi quindi presumo anche lui di origine ebraica ...ha detto che sono stati fortemente influenzati dalla loro educazione cristiana, pur essendo diventati agnostici crescendo, hanno sempre mantenuto un grandissimo senso della Giustizia sociale. Poi hanno detto, nel programma, che sono già due le persone che si sono immolate per protestare contro il genocidio, sempre davanti all'ambasciata israeliana,  del primo non hanno fatto nessun nome, non si sa chi sia, che i mezzi di informazione americani tendono a parlare di un gesto dettato da malattia mentale, nel canale che seguo hanno fatto vedere l'immolazione nei minimi dettagli, lui ha urlato tante volte Free Palestina e mentre stava bruciando un poliziotto è andato lì per spegnere il fuoco, mentre un altro poliziotto è rimasto con la pistola puntata contro il corpo che bruciava di Aaron. Hanno anche intervistato una donna che si chiama Ann Wright la quale era un soldato che ha dato le dimissioni nel 2003 con la guerra dell'Iraq per protestare contro le guerre inutili degli Stati Uniti, Ha scritto un libro sui dissidenti,  sulla voce della coscienza,   ha detto che stanno preparando delle azioni concrete per sbloccare gli aiuti umanitari che Israele non vuole far entrare a Gaza. Nel programma hanno detto anche con la guerra in Vietnam si erano immolati cinque soldati nel 1965,  hanno parlato dei tibetani,  a tutt'oggi sono circa 140  quelli che si sono bruciati vivi contro l'invasione della Cina. In Tibet il Dalai Lama che ovviamente è contrarissimo a queste  immolazioni, ha invitato da sempre tutta la popolazione a non reagire con atti di violenza contro i cinesi."


https://youtu.be/6f8MYAF1L9M?si=1vbVQFBxtUni4OQX


Strage a Gaza e elenco della staffetta con le persone che digiunano oggi

una foto della piazza di Brescia


Oggi, venerdì 1 marzo, siamo in 28 a digiunare per la Pace. Sono 87 le persone che si sono unite a Carlo ed io per accompagnarci in questa azione di denuncia di queste stragi annunciate e di richiesta al nostro governo per un impegno fattivo per il cessate il fuoco, cessate i fuochi subito. Più i giorni passano, più questa strage annunciata prende forma nelle sue forme dirette, come successo ieri, o nelle sue forme indirette a causa della fame e degli stenti.

Oggi, è anche una giornata di digiuno  per la Pace indetta dalle conferenze episcopali in tutta Europa. In tutte le chiese oggi si pregherà per la Pace e molti di noi si uniranno nella preghiera.

Ecco le persone che oggi digiunano: 

Beatrice Romano,  

Francesco Rienzi,

Elisabetta Xausa, 

Francesco Vendramin,

Massimo Corezzola,

Olga Zanazzi,

Lorenzo Pinton,

Marialetizia Milanese,

Gianfranco Lazzarin,

Irma Vignoto,

Amelio Petrella,

Sorella Alessandra Buccolieri,

Margherita Pasini,

Franca Zane,

Daniela Venier,

Margherita Brondino,

Andrea Calvi,

Nandino Capovilla,

Ludmila Pasa,

Fabrizio Preo,

Laura Venturelli,

Giovanni Leone,

Nino Bellia,

Piera Rossetto,

Bernardino Mason,

Carlo Giacomini,

e 2 che desiderano non essere citati.


di seguito il link ad uno dei tanti articoli che cerca di descrivere quanto avvenuto ieri a Gaza:


Bernardino Mason

27 febbraio 2024

FRANCESCA ALBANESE A PADOVA 26 FEBBRAIO 2024 alla presentazione del libro J'accuse




Ieri a Padova nella Sala Grande del Centro Universitario Padovano, organizzata dal Circolo ARCI XXV aprile, si è tenuta la conferenza di presentazione del libro J'accuse di Francesca Albanese. - Relatrice speciale delle nazioni unite sui territori Palestinesi occupati.
Assieme a lei erano presenti Marco Masci, Vincenzo Pace e Roberta De Monticelli.

Il libro J'accuse  Gli attacchi del 7ottobre, Hamas, Il terrorismo, Israele, L’Apartheid in Palestina e la guerra” di Francesca Albanes, scritto con il giornalista Christian Elia è redatto in forma di dialogo tra C. Elia e F. Albanese dove si racconta soprattutto 'quello che non si vede'.

La verità prima di tutto
è l'inizio del famoso libro di Emile Zola appunto J'accuse, così come è il movente di questo libro che raccoglie la testimonianza della Relatrice Speciale Onu.    
                                                                       
Alla presentazione di ieri era presente anche Carlo Giacomini, in digiuno dal 14 febbraio e promotore con Bernardino Mason dell'Appello per il Cessate il Fuoco che ha realizzato la registrazione dell'incontro.




Chi vuole può vedere l'incontro cliccando su uno di questi link:




VRF




 

ARON BUSHNELL, UN GIOVANE SOLDATO STATUTINETENSE DI 25 ANNI SI DA FUOCO DAVANTI ALL'AMBASCIATA ISRAELIANA

ARON BUSHNELL, UN GIOVANE SOLDATO STATUTINETENSE DI 25 ANNI  SI DA FUOCO DAVANTI ALL'AMBASCIATA ISRAELIANA


Ho visto il video integrale, che poi è stato oscurato, tranne che su LA7.

Lucido e presente a se stesso, è riuscito a urlare di fermare il genocidio e free Palestine varie volte mentre bruciava. 

Aveva spiegato che non voleva essere complice del genocidio.(era un militare).

Un aviere statunitense, Aaron Bushnell, di 25 anni, si è dato fuoco domenica davanti all'Ambasciata Israeliana a Washington. Da solo, fermo e lucido, ha filmato i suoi ultimi istanti mentre si dava fuoco, dopo aver spiegato che non voleva rendersi complice del genocidio a Gaza. Avvolto dalle fiamme ha più volte urlato Stop Genocide e Free Palestine. La notizia non ha avuto alcun risalto. I tre Tg nazionali l'hanno ignorata nei titoli, che preferivano parlare di moda o di sport. Il nome di battesimo fa pensare fosse di origine ebraica. Ma di quante voci ebraiche contrarie allo sterminio e per la pace pullula lo spazio dei media televisivi? Forse negli USA gli spazi sono ancora più ristretti. Sta di fatto che la sua scelta radicale è stata anche di incrinare questo sistema.

Nel '69, a Praga, un altro giovane si dava fuoco contro l'occupazione sovietica della Cecoslovacchia, Jan Palach. Il suo nome diventò l'emblema della lotta per la libertà, ancora oggi ricordato. Di Aaron resteranno solo le ceneri e il dolore di amici e parenti. Il suo gesto colpisce duramente chi l'ha visto, e forse non è isolato: in dicembre un'altra persona s'era data fuoco davanti l’Ambasciata Israeliana ad Atlanta. Aveva accanto una bandiera palestinese.

Aaron Bushnell, nome ebraico, non sarà ricordato da nessuno forse, o sarà giudicato un semplice demente oppure un debole.

Durante la trasmissione di radiotre "PRIMA PAGINA" ho chiamato per intervenire relativamente alla mancanza di risalto della notizia del gesto del giovane Aron.

Chi vuol ascoltare la mia telefonata di stamattina e la risposta, della giornalista Serena Sileoni editorialista de "il Mattino" e "La Stampa"  dal minuto 54,33 al minuto 58,43.

Prima pagina Radiotre 27 febb 2024  (minuto 54,33)

Paolo Lugnan 



QUANDO LA CURIOSITÀ SI FA PECCATO BREVE STORIA DI UNA SOLIDARIETÀ E DI UNA INVASIONE ILLEGITTIMA Noi non finanziamo Hamas

 QUANDO LA CURIOSITÀ SI FA PECCATO BREVE STORIA DI UNA SOLIDARIETÀ E DI UNA INVASIONE ILLEGITTIMA Noi non finanziamo Hamas Ringraziamo Giorg...